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"NELLA TANA DEL DRAGO": UN COMMENTO DEL DOCUMENTARIO RAI SU DUNGEONS & DRAGONS



 Nel corso dell'edizione 2024 di Lucca Comics & Games è stato proiettato in anteprima il documentario Nella Tana del Drago, dedicato al mezzo secolo di Dungeons & Dragons e trasmesso all'interno del programma Wonderland (RAI4) e poi reso visibile su RAIPlay. Il documentario è stato scritto da Andrea Fornasiero e si presenta con un doppio binario: da una parte la storia del gioco dove a fare da presentatore è lo scrittore Vanni Santoni ("con un approccio sia da appassionato sia da teorico del gioco di ruolo"), noto (almeno fra gli appassionati) autore del romanzo La stanza profonda, con la presenza di numerosi autori legati al gioco ("Frank Mentzer e Zeb Cook; il traduttore Spartaco Albertarelli, come testimone della diffusione di D&D in Italia negli anni ’80; lo scrittore Simone Laudiero...; la cartografa del fantastico Francesca Baerald e lo sceneggiatore di Baldur’s Gate III Lawrence Schick. Inoltre, dagli archivi di Wonderland, un’intervista al game designer della quinta edizione del gioco, Jeremy Crawford")  e dall'altra una sorta di actual play sotto la guida di "Emiliano Coltorti e al suo tavolo si sono seduti gli scrittori Giada Pavesi e Christian Hill, lo storyboard artist Gabriele Derosas e la disegnatrice e colorista Valentina “Banjiolin” Napolitano".


Nella tana del drago va analizzato su due sguardi diversi: uno con l'ottica del pubblico a cui è rivolto, composto evidentemente da non appassionati, e il secondo invece composto da appassionati di giochi di ruolo. Per quanto riguarda lo sguardo da non appassionato, non ci sono remore sul documentario: anche se chi scrive trova interessante vedere giocare di ruolo quanto sentire l'erba crescere, questo approccio rende comprensibile ciò che è sempre stato assai complesso spiegare - esattamente come si gioca? I non appassionati potrebbero anche essere incuriositi da quanto narrato dai vari autori intervistati con risposte che presentano aneddoti, retroscena e curiosità. La scelta di Vanni Santoni, non esattamente definibile un 'teorico' del gioco di ruolo, è stata saggia perché presenta un punto di riferimento abituato alle telecamere e al parlare al e col pubblico - non trascurabile il probabile beneficio che trarranno le vendite de La stanza profonda che viene spesso letto e citato da Santoni. Sola remora che si potrebbe fare è un tavolo da gioco che sembra davvero stracarico di product placement di prodotti Wizards of the Coast (compreso il celeberrimo volume 'storico' da quasi cento euro!). 



Dal punto di vista di un appassionato il documentario presenta come principale motivo di interesse la serie di brevi interviste (raccolte naturalmente prima di Lucca Comics & Games 2024) agli autori ed esperti segnalati prima, alcuni mai apparsi in una trasmissione televisiva nostrana. Naturalmente, ci sono sbavature: il nome del capitolo aggiuntivo di Chainmail per giocare in un universo fantastico era The Fantasy Supplement, non The Fantasy Game (nome di lavorazione proprio di Dungeons & Dragons); Spartaco Albertarelli continua a dire che l'edizione italiana di D&D Classico sia stata la più vasta come numero di titoli in Europa ma la cosa non è vera dal momento che l'edizione tedesca ha almeno una decina di titoli in più; non è chiaro quali siano stati i paramentri per la scelta dei 'giocatori' dell'actual play. Nondimeno, si deve sempre ricordare che Nella tana del dragoè destinato a un pubblico di non appassionati e che i rilievi di cui sopra hanno valore, appunto, solo per gli appassionati.

Nel complesso, questo documentario RAI è un tentativo riuscito, molto migliore di tanti altri apparsi su media generalisti e perfino non generalisti, di ripercorrere in modo accessibile e non troppo lungo o noioso la storia di questo gioco rivoluzionario. Vale certamente la pena guardarlo. 




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